martedì 19 ottobre 2010

Como, la seta racconta una storia che è anche quella della moda

La seta sarà anche meno glamour rispetto a un tempo. Ma Como ci riprova ancora, e con grinta, a ritagliarsi il suo spazietto nel mondo della moda. La Fondazione Ratti da anni promuove quella che, senza troppi giri di parole, possiamo definire una cultura del tessuto. Ebbene, dopo una mostra interessantissima sulle tessiture Costa, ora ne arriva una più piccina che vuole mostrare, tramite i campionari presenti in archivio, la sorprendente dinamicità della moda nell'Ottocento. Non dimentichiamo che proprio allora, a metà secolo, il coutourier Worth a Parigi stravolse l'abitudine delle dame di farsi cucire i vestiti dalle sarte, proponendo abiti già belli confezionati. Le signore di Parigi, da quel momento, iniziarono a dirigere i propri gusti non tanto (o non solo) verso le stoffe, ma anche verso le fogge degli abiti. La conseguenza? Una nuova dinamicità anche nel mondo della produzione tessile, tesa a rincorrere una moda sempre cangiante e pronta a sostituire il vecchio col nuovo, per poi eventualmente recuperare. Chi visiterà la mostra, potrà accorgersi dell'attualità di alcune fantasie, vere e proprie antesignane di un gusto destinato a rimanere ancora nel cassetto per qualche decennio.

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