Oggi vi voglio parlare di una biografia bellissima, uscita per le edizioni Odoya e dedicata a Andy Warhol, firmata da un biografo molto pop negli States, Victor Bockris. Il suo racconto ripassa la storia di Andy recuperando i suoi traumi infantili e la miseria culturale e economica in cui versava la sua famiglia per spiegare, almeno in parte, gli eccessi del suo carattere e le sue manie. Per esempio quella di nutrirsi quasi esclusivamente di dolci, per citarne una (anche la più innocente). I primi passi a New York furono tutt’altro che facili; chi, come Andy, iniziava a lavorare nel settore pubblicitario (e, nel suo caso, soprattutto nella moda), veniva marchiato a vita dall’intellighenzia artistica, che in quel periodo verteva attorno all’astrattismo di Pollock e Rothko. Warhol si fece strada con coraggio, per affermare la sua arte che, per opera dissacrante, si rivelò una “non-arte” ispirata al mondo pubblicitario. Ma furono gli anni della Factory, quelli più diabolici, e al contempo i più sperimentali, durante i quali Andy, con un gruppo di proseliti, si dedicò alla video arte e al cinema: lì l'artista era diventato il re indiscusso di una folta schiera di seguaci e fans, tra cui parecchie donne bellissime, come Nico, la cui carriera nei Velvet Underground dipese in tutto e per tutto dall’artista della pop art, e Edie Sedgwick, uno dei pochi personaggi per cui il suo altrimenti freddissimo cuore si era scaldato (e che lo tradirà per seguire Bob Dylan, per cui Warhol provava una fortissima disistima); a quegli anni vanno ascritti discutibili esperimenti che prevedevano lo schiacciamento della personalità degli attori (quasi sempre non pagati), la quale doveva essere sacrificata alla causa superiore della telecamera. O meglio, al suo personalissimo piacere di buttare sugli altri – come suggerisce blandamente il biografo – le sue frustrazioni e il suo bisogno costante di essere al centro dell’attenzione. Eppure, al di là di tutto, e per quanto alcuni episodi facciano venire la pelle d’oca, Andy Warhol ha segnato l’epoca dell’underground, e lo ha fatto in maniera indelebile.
Interessante, e il costo del libro?
RispondiElimina