Kermesse
giovedì 21 ottobre 2010
Il giardino elettrico
mercoledì 20 ottobre 2010
Andy Warhol
Oggi vi voglio parlare di una biografia bellissima, uscita per le edizioni Odoya e dedicata a Andy Warhol, firmata da un biografo molto pop negli States, Victor Bockris. Il suo racconto ripassa la storia di Andy recuperando i suoi traumi infantili e la miseria culturale e economica in cui versava la sua famiglia per spiegare, almeno in parte, gli eccessi del suo carattere e le sue manie. Per esempio quella di nutrirsi quasi esclusivamente di dolci, per citarne una (anche la più innocente). I primi passi a New York furono tutt’altro che facili; chi, come Andy, iniziava a lavorare nel settore pubblicitario (e, nel suo caso, soprattutto nella moda), veniva marchiato a vita dall’intellighenzia artistica, che in quel periodo verteva attorno all’astrattismo di Pollock e Rothko. Warhol si fece strada con coraggio, per affermare la sua arte che, per opera dissacrante, si rivelò una “non-arte” ispirata al mondo pubblicitario. Ma furono gli anni della Factory, quelli più diabolici, e al contempo i più sperimentali, durante i quali Andy, con un gruppo di proseliti, si dedicò alla video arte e al cinema: lì l'artista era diventato il re indiscusso di una folta schiera di seguaci e fans, tra cui parecchie donne bellissime, come Nico, la cui carriera nei Velvet Underground dipese in tutto e per tutto dall’artista della pop art, e Edie Sedgwick, uno dei pochi personaggi per cui il suo altrimenti freddissimo cuore si era scaldato (e che lo tradirà per seguire Bob Dylan, per cui Warhol provava una fortissima disistima); a quegli anni vanno ascritti discutibili esperimenti che prevedevano lo schiacciamento della personalità degli attori (quasi sempre non pagati), la quale doveva essere sacrificata alla causa superiore della telecamera. O meglio, al suo personalissimo piacere di buttare sugli altri – come suggerisce blandamente il biografo – le sue frustrazioni e il suo bisogno costante di essere al centro dell’attenzione. Eppure, al di là di tutto, e per quanto alcuni episodi facciano venire la pelle d’oca, Andy Warhol ha segnato l’epoca dell’underground, e lo ha fatto in maniera indelebile.
martedì 19 ottobre 2010
Como, la seta racconta una storia che è anche quella della moda
lunedì 24 maggio 2010
Strafoghiamoci, gente!
Bene, ci siamo, ne avete inventata ancora una delle vostre. Non bastavano i granmandorlati, i grannocciolati, i ciuccia qua che ingrassi di là. Mac, non pago delle porcherie che aveva già inventato, si è spremuto ben bene le meningi e si è chiesto, cosa posso inventarmi ora? E pensa oggi che pensa domani, track, mi inventa il Macflurry all'Ovomaltina. E me lo pubblicizza, naturalmente, su Yahoo. No, ma dico, ma siete impazziti?? Ci dite che magro è bello, ora in America fanno pagare le sovratasse agli obesi, ci sono più diabetici che malati di Aids, e poi non fate altro che proporci cuoricini di marzapane, tortini infarciti di nocciole e noci, gente che orgasma dopo aver mangiato il cioccolato Perugina, panettoni, colombe, sughi pronti, two gust is megl che one, le avventure dei granburrati, chicken in salsa tartare al doppio gusto, ma scusate, non è che siamo fatti di ferro e ci piace vedere tutti che si strafogano e noi rimanere a digiuno? Scusate, ma a chi non verrebbe voglia di precipitarsi sul frigo e godere come una capra moldava? Cioè, è come sventolare la passera di fronte a un nigeriano che non la vede da due anni, e poi lamentarsi se quello ti prende e ti sbatte al muro. A questo punto, come è stata proposta la castrazione chimica per gli stupratori, dovreste proporla anche per i palati ingordi. Cioè, dico, almeno diventerebero più insensibili ai prodotti che gli propinate 24 ore al giorno.
Già mi vedo le industrie alimentari che si scotennano dalla disperazione. Ma no, gente, state tranquilli. Tranquilli. C'è posto per tutti, qui da noi. Basta reinventarsi... ecco, ecco, IDEA. Buttatevi sul design! Davvero, non sto scherzando. Fa molto trendy. Giuro! Piacerà anche ai castrati esporre un kinder sorpresa sul candelabro, un bastoncino di merluzzo appeso a mo' di boomerang, oppure riempire la piscina di pasta barilla di inverno. Così, giusto per sentirsi a casa anche a meno venti.